Lavoro Indipendente, Il Nodo Appalti

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Si parla spesso di lavoro “dignitoso”. Come lo si misura davvero? Quale è, se esiste, la linea che non va mai varcata, tra un lavoro dignitoso e quello che non lo è? Una recente sentenza del Consiglio di Stato sembra rimescolare le carte rispetto a questo principio, almeno per quanto riguarda i rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

“I principi della concorrenza e le garanzie di qualità dell’oggetto di gara –  si argomenta nella sentenza, possono essere garantiti anche se il contratto non è oneroso”.  Il principio – riporta il Sole 24 Ore del 5 ottobre scorso – è affermato nella sentenza n. 4614/2017.

Sono sostanzialmente due le questioni affrontate dalla sentenza:

  1. La possibilità o meno che un appalto venga affidato a titolo gratuito.
  2. La possibilità o meno, per la Pa, di ottenere la qualità della prestazione anche in assenza dell’elemento prezzo, senza derogare ai principi di concorrenza.

Come vIVAce,  rispetto a questa questione,  non possiamo non sottolineare almeno tre aspetti, che ci sembrano di particolare importanza:

  1. La sentenza in oggetto appare in diretto contrasto con l’articolo 36 della Costituzione che, ricordiamo, dispone che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. La gratuita’ dunque inaccettabile.
  2. Nella sentenza si parla, specificatamente di Pubblica Amministrazione, quasi a prefigurare un “doppio canale” di regole e comportamenti a seconda della natura giuridica del committente. Come associazione ci siamo battuti e ci battiamo tutti i giorni perché ai lavoratori indipendenti venga garantita, ad esempio, maggiore certezza nei pagamenti, anche rispetto alle commesse pubbliche. Anche da questo punto di vista, quanto deciso, rappresenta, secondo noi,  un pesante passo indietro rispetto alle reali necessita’ e hai diritti di chi lavora da indipendente.
  3. La normativa degli appalti pubblici è materia delicata e complessa. Sindacalmente, la lotta alla logica del massimo ribasso è stata importante, specie in questi ultimi anni. Sdoganare addirittura la “gratuita’  della prestazione, ci pare sbagliato nella forma e nel contenuto, per questo ribadiamo la necessità di avviare il prima possibile un confronto sull’equo compenso anche per i liberi professionisti non ordinistici che intervenga da subito con la Pubblica Amministrazione!